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Paragrafo  2 . L'Asia sud-orientale dalla lotta per l'indipendenza  ai
conflitti interni.

Nell'Asia  sud-orientale  l'emancipazione dal  dominio  coloniale,  in
molti  casi ostacolata dalla resistenza delle potenze imperialiste,  
stata seguita da gravi

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conflitti  interni.  Le vicende pi clamorose si  sono  verificate  in
Indocina. Il Vietnam, raggiunta la piena indipendenza dopo due  lunghe
e  sanguinose guerre, prima contro la Francia e poi contro  gli  Stati
Uniti    (vedi   capitolo   Tredici,   paragrafo   1),    avvi    una
collettivizzazione  forzata,  che  colp  soprattutto  la  popolazione
meridionale di origine cinese detentrice di buona parte delle attivit
imprenditoriali e commerciali. Il mutamento di regime, accompagnato da
una dura repressione, spinse centinaia di migliaia di sudvietnamiti ad
abbandonare  il  paese a bordo di imbarcazioni di  fortuna:  molti  di
questi,  che  vennero  definiti  boat people  (popolo  dei  battelli),
morirono durante la fuga.
In Cambogia nel 1975 and al potere il movimento comunista filomaoista
dei  khmer rossi, i quali, guidati da Pol Pot, instaurarono un  regime
oppressivo  e  sanguinario: la deportazione forzata della  popolazione
urbana   per   realizzare   una  rivoluzione   agraria   integrale   e
l'eliminazione fisica degli avversari del regime provocarono pi di un
milione di morti in tre anni e mezzo.
Il  regime  cambogiano ostacolava i progetti egemonici che il  Vietnam
aveva  sull'Indocina,  gi avviati nel 1977 con l'imposizione  di  una
specie  di protettorato sul Laos. Per porre sotto il proprio controllo
anche la Cambogia, nel 1978 Hanoi la occup militarmente e sostitu il
governo  di  Pol Pot con uno filovietnamita. I khmer rossi, affiancati
da  altre  forze nazionalistiche e sostenuti militarmente dalla  Cina,
dalla  Thailandia  e  dagli  Stati  Uniti,  organizzarono  un'accanita
guerriglia  per  riconquistare il potere.  La  repressione  interna  e
l'invasione  della Cambogia spinsero il Vietnam, che nel  corso  della
guerra  con  gli  Stati Uniti era stato sostenuto dal generale  favore
dell'opinione  pubblica  internazionale, verso  un  sempre  pi  netto
isolamento,  mentre  la situazione economica e le condizioni  di  vita
della popolazione raggiunsero livelli tragicamente bassi.
Alla fine degli anni Ottanta, in seguito al riavvicinamento tra URSS e
Cina  e  alla  prevalenza  di riformisti nel  governo  vietnamita,  la
situazione  cominci  a sbloccarsi: i soldati di  Hanoi  iniziarono  a
ritirarsi  dalla  Cambogia  e  il  primo  ministro  vietnamita   avvi
trattative  con  i  guerriglieri cambogiani. Nel 1991,  sotto  l'egida
dell'ONU,  venne finalmente concordato un piano di pace, che prevedeva
il  rimpatrio dei profughi dalla Thailandia e dal Vietnam, il  disarmo
del 70% dei militari in lotta e libere elezioni nel 1993.
In Birmania, nel 1948, subito dopo il conseguimento dell'indipendenza,
scoppiarono gravi conflitti interni, causati da contrasti religiosi  e
politici.  Nel  1962  un colpo di stato port alla  formazione  di  un
regime militare, che ebbe termine nel 1974 con la proclamazione di una
repubblica socialista; nel 1988 il potere torn in mano ad una  giunta
militare, che cambi anche il nome dello stato da Birmania a Myanma  e
della capitale da Rangoon a Yangoon.
In Malesia la lotta per l'indipendenza, iniziata durante l'occupazione
giapponese, prosegu dopo la fine della seconda guerra mondiale contro
l'Inghilterra, che avrebbe voluto mantenere il controllo su  una  zona
cos ricca di risorse naturali. Nel 1957 la federazione malese divent
finalmente  indipendente e nel 1963 si estese al Borneo e a Singapore,
dando  origine  alla grande Malesia o Malaysia. A partire  dagli  anni
Settanta  conobbe  una  rilevante  crescita  economica,  legata   alle
attivit estrattive (petrolio, gas naturale, stagno), alle piantagioni
di   caucci  e  di  palma  da  olio  e  allo  sviluppo  dell'attivit
manifatturiera.  Si  tratt comunque di una  crescita  in  gran  parte
dipendente

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dall'afflusso di capitali giapponesi e statunitensi e che non  attenu
i  contrasti sociali tra i due gruppi etnici prevalenti, quello malese
e quello cinese.
L'Indonesia,  proclamatasi indipendente nell'agosto del 1945,  dovette
combattere   contro  l'Olanda  che  voleva  mantenere   il   controllo
sull'arcipelago,  ma  che nel 1949, in seguito  anche  alle  pressioni
dell'ONU  e degli Stati Uniti, fu costretta a cedere. Primo presidente
della   repubblica   indonesiana  venne  proclamato   Akmed   Sukarno,
protagonista della lotta di liberazione, che, nel 1966, in seguito  ad
un   tentativo   di  colpo  di  stato,  venne  deposto  dal   generale
Suharto.  Questo, eletto a capo dello stato nel 1968 e confermato  per
sei  volte consecutive con un mandato quinquennale, instaur un regime
autoritario.
Le  Filippine,  indipendenti nel 1946, furono sottoposte all'influenza
economica e politica degli Stati Uniti, che mantennero nell'arcipelago
un  sistema  di  basi  militari e sostennero il  governo  dittatoriale
anticomunista  instaurato da Ferdinando Marcos  nel  1965.  Contro  il
regime  imposto da quest'ultimo si mobilit la guerriglia comunista  e
quella  dei  separatisti musulmani; nel 1986, accusato di brogli  alle
elezioni,  che  avevano  visto la candidata  dell'opposizione  Corazn
Aquino  sconfitta  di  misura, e ormai privo  di  sostegni  interni  e
internazionali,  Marcos  fugg.  Insediata  alla  presidenza,  Corazn
Aquino ha cercato di promuovere sia la pacificazione del paese sia  la
ripresa  economica, ma con scarsi risultati, tanto che  alle  elezioni
del 1992 non  stata rieletta.
